Influenza e bronchioliti stanno colpendo i bambini, al Santa Chiara sono finiti i posti a Pediatria. Soffiati: ''Situazione critica, abbiamo chiesto aiuto ad altri reparti''
Da un lato le complicazioni dei bambini colpiti dall'influenza e dal virus sinciziale e dall'altro l'elevato numero di richieste che hanno messo sotto pressione i reparti di pediatria e neonatologia dell'ospedale Santa Chiara. Il direttore Massimo Soffiati spiega: "Sono situazioni che non vedevamo da tantissimo tempo"

TRENTO. L'influenza è tornata a colpire con forza. E lo sta facendo soprattutto sui più piccoli tanto da portare alla saturazione il reparto di pediatria e di neonatologia del Santa Chiara di Trento.
“E' una situazione estremamente critica” spiega a il Dolomiti Massimo Soffiati direttore del dipartimento pediatrico dell'Apss che proprio in questi giorni sta cercando di coordinare quella che nel corso delle ultime settimane è diventata una situazione davvero pesante.
“Non solo per alcune criticità nei piccoli pazienti – ci spiega – ma per una richiesta elevatissima di ricoveri dei bambini, soprattutto piccoli, che arrivano con problematiche respiratorie acute. Bronchioliti ma anche problemi legati all'influenza, cose che non vedevamo da tantissimo tempo”.
Febbre elevate, raffreddore, tosse, mal di gola e problemi respiratori che portano anche bambini di pochi mesi ad essere ricoverati in ospedale. L'allarme nei giorni scorsi era stato lanciato anche dai Pediatri che su il Dolomiti avevano raccontato il boom di casi che stavano affrontando con non poca difficoltà. (QUI L'ARTICOLO)
Da qui il riflesso sugli ospedali non solo in Trentino. “Un numero elevato di ricoveri si sta registrando – ha spiegto Soffiati – anche in altri territori. Proprio nelle scorse ore dall'ospedale di Bolzano ci è stato chiesto il ricovero di un bambino ma purtroppo abbiamo tutti i posti occupati”.
Il virus influenzale sta colpendo con molta aggressività e parallelamente ci sono poi forme sinciziali e di altri virus respiratori che di certo non rendono la situazione tranquilla.
Tra i motivi che portano ad essere colpiti soprattutto i bambini troviamo sicuramente, tra i più piccoli, la mancanza di precedenti esperienze immunologiche e la relativa immaturità del sistema immunitario. Inoltre, non dimentichiamo il lungo periodo della pandemia e le misure anti-covid dal quale proveniamo, che ha messo tutti a maggiore rischio: dopo due anni di scarsa circolazione virale a causa della massicce misure di prevenzione, i soggetti non vaccinati hanno avuto ben poche possibilità di tenere sufficientemente alte le difese immunitarie.
“Per cercare di assistere il maggior numero di bambini – ha affermato il direttore del dipartimento pediatrico dell'Apss – ho cercato di coinvolgere altri reparti per poter 'smistare' i bambini e dare la migliore risposta. Sono stati coinvolti anche gli ospedali periferici”. Purtroppo i casi influenzali sono destinati ancora a salire. Nei giorni scorsi il servizio di sorveglianza Influnet ha registrato un incremento dell'incidenza in tutte le fasce d'età pur risultando sempre maggiormente colpiti i bambini al di sotto dei cinque anni.
“In questo momento sto allargando a dismisura la possibilità di ospitare piccoli pazienti nel reparto. Sto superando il limite – spiega ancora Soffiati che lavora senza sosta assieme a tutto il personale medico e infermieristico – sempre nel massimo rispetto delle regole ma stiamo andando oltre rispetto agli standard che avevamo”.














